Mi sono posto un quesito di Marzulliano ricordo, ovvero alla domanda mi sono dato una risposta...
la domanda è cosa c'è di brutto in una consuetudine, in una parte della nostra esistenza abituale?
la risposta che mi sono dato è che inconsciamente arriviamo ad assumere una cosa come potenzialmente infinita tanto da non preoccuparci dall'idea che questa possa finire, l'esempio più classico è lo stereotipo della copia sposata da anni in cui il sentimento è pari a quello di un isotopo dello stronzio... già, ma quando ce la tolgono questa abitudine?
Penso ad esempio, banalmente, ad alcuni programmi televisivi, immaginate cosa deve essere stata nel '77 (se non ricordo male) la chiusura del Carosello per coloro che ne avevano fatto un'abitudine (guardare il carosello e andare a letto)... la mia domanda è:
Cosa rivorreste dal passato? sia vostro personale che qualcosa di condivso e di diffuso e noto a tutti...
personalmente
di strettamente personale: rivorrei gli ultimi due anni di superiori per potermi divertire quanto mi sono divertito, e rivorrei anche quelli precedenti per divertirmi quanto ho imparato a farlo negli ultimi due.
di celeberrimo, rivorrei i giochi senza frontiere, l'arbitro francesotto che diceva (come si pronuncia) "truà, dèu, àn FIIIIIIIIIII" (l'unico francese a non starmi sulle palle), e poi rivorrei "Il Pranzo è Servito" con il grande anzi GRANDISSIMO Corrado, sentirlo con la sua voce grave e la sua immancabile eleganza (da lassù, ovunque sia) scandire "E non finisce qui"...